CHI SONO E COME POSSO SOSTENERTI : Un Viaggio di Crescita e Trasformazione

 


Benvenuti, sono Giuseppe Mirabella.

                                           




Come Psicologo Clinico e della Riabilitazione, faccio parte dell'Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia (N°12249-A).

Il mio lavoro si sviluppa su due livelli distinti ma comunicanti:

  • il lavoro clinico individuale, con persone che attraversano momenti di difficoltà, blocchi emotivi o fasi di transizione
  • il lavoro formativo e di supervisione, rivolto a psicologi e professionisti della relazione d’aiuto


IL MIO MODO DI LAVORARE

Molte persone arrivano in terapia pensando che il problema sia ciò che stanno vivendo nel presente: un'ansia che non passa, una relazione che fa soffrire, una decisione che sembra impossibile da prendere, una difficoltà sessuale, una crisi personale o professionale.

Spesso, però, ciò che osserviamo insieme è qualcosa di più profondo.

Non tanto il singolo problema, quanto il modo in cui la persona tende ad organizzare la propria esperienza emotiva, relazionale e corporea di fronte alle difficoltà della vita.

Nel corso del tempo ciascuno di noi sviluppa modalità di adattamento che in alcuni momenti risultano utili e protettive. Talvolta, però, gli stessi schemi che ci hanno aiutato a sopravvivere o a proteggerci finiscono per limitare la nostra capacità di scegliere, di entrare in relazione e di esprimere pienamente noi stessi.

Per questo motivo il mio lavoro non si concentra esclusivamente sui sintomi, ma sui processi che li sostengono.

Osservo insieme alla persona come pensieri, emozioni, corpo e relazioni si influenzino reciprocamente, creando modalità ricorrenti di percepire, sentire e agire.

L'obiettivo non è adattare la persona a un modello prestabilito né fornire soluzioni preconfezionate, ma favorire una maggiore consapevolezza dei processi che organizzano la sua esperienza.

Quando questi processi diventano più visibili, aumenta la possibilità di scegliere in modo diverso, di interrompere automatismi che producono sofferenza e di sviluppare forme più autentiche e flessibili di relazione con se stessi e con gli altri.

In questa prospettiva il cambiamento non viene inteso come semplice eliminazione di un sintomo, ma come un processo di integrazione tra dimensione cognitiva, emotiva, corporea e relazionale, capace di ampliare la libertà personale e le possibilità di evoluzione della persona.



AREA CLINICA

Nel lavoro con le persone integro strumenti e competenze maturate in diversi ambiti della psicologia clinica e della riabilitazione.

Mi occupo in particolare di:

  • difficoltà emotive e disregolazione dell’ansia
  • problematiche relazionali e affettive
  • blocchi decisionali e fasi di transizione personale
  • tematiche legate alla sessualità e all’identità
  • supporto psicologico in situazioni di fragilità o stress prolungato

CORPO, REGOLAZIONE E PROCESSI DI CAMBIAMENTO

Accanto alla formazione psicologica, ho dedicato molti anni allo studio dei processi corporei coinvolti nella regolazione emotiva, nella relazione e nel cambiamento personale.

Questo percorso mi ha portato ad approfondire differenti prospettive sul rapporto tra corpo e mente, attraverso pratiche di consapevolezza corporea, metodologie di lavoro psicosomatico, approcci a orientamento bioenergetico, discipline marziali e tecniche di allenamento fisico.

Le discipline corporee accompagnano la mia vita da sempre e continuano ancora oggi a rappresentare una parte importante del mio percorso personale e professionale. La pratica e l'insegnamento del karate e dello yoga, insieme allo studio dello Shiatsu e delle dinamiche psicocorporee, hanno contribuito a sviluppare una particolare attenzione verso il ruolo che il corpo assume nei processi di adattamento, regolazione e trasformazione dell'esperienza umana.

Nel mio approccio queste esperienze non vengono considerate come discipline separate dalla psicologia, ma come strumenti di osservazione e comprensione di aspetti fondamentali del funzionamento umano, quali:

·         la regolazione dell'attivazione emotiva;

·         il rapporto tra tensione corporea, difese psicologiche e adattamento;

·         i processi di presenza, attenzione e consapevolezza;

·         l'integrazione tra esperienza corporea, emotiva e relazionale;

·         le modalità attraverso cui il cambiamento psicologico si manifesta anche attraverso il corpo.

Questa prospettiva mi consente di considerare il corpo non soltanto come il luogo in cui si esprimono emozioni, conflitti e modalità relazionali, ma anche come una fonte preziosa di informazioni sui processi di crescita, cambiamento e sviluppo della persona.

Per questo motivo, nel mio lavoro clinico e formativo, considero l'osservazione della dimensione corporea una componente importante della comprensione psicologica, accanto agli aspetti cognitivi, emotivi e relazionali.

 

CORPO E MENTE NEL PROCESSO CLINICO

Nel mio lavoro considero il corpo una componente fondamentale dell’esperienza psicologica.

Non come elemento separato, ma come parte integrante dei processi di regolazione emotiva, relazione e identità.

L’esperienza nelle arti marziali e nelle pratiche corporee ha contribuito a sviluppare una sensibilità particolare verso:

  • segnali corporei nelle situazioni cliniche
  • dinamiche di attivazione e blocco emotivo
  • relazione tra postura interna ed esperienza psicologica


DAL LAVORO CLINICO ALLA FORMAZIONE PROFESSIONALE

Accanto all’attività clinica, negli ultimi anni ho sviluppato un interesse crescente per il lavoro con i professionisti della relazione d’aiuto.

In particolare:

  • psicologi
  • educatori professionali
  • operatori della cura

Questo ha portato alla creazione di spazi di:

supervisione clinico-professionale

non centrata sul paziente in senso stretto, ma sul funzionamento del professionista nella relazione d’aiuto

formazione avanzata

su dinamiche cliniche, relazionali e corporee nel lavoro con casi complessi

L’obiettivo è favorire lo sviluppo di una maggiore consapevolezza del modo in cui il professionista si colloca nel processo terapeutico.



UNA VISIONE DEL LAVORO CLINICO

Nel mio approccio, il lavoro psicologico non è riducibile a tecniche o protocolli.

È un processo in cui entrano in gioco:

  • pensiero
  • emozione
  • corpo
  • relazione
  • sessualità

Il compito del lavoro clinico, a mio avviso, è rendere questi livelli più leggibili e integrabili, per favorire maggiore libertà e consapevolezza nelle scelte personali e professionali.



COME POSSO SOSTENERTI

Posso sostenerti in due modi:

1. Percorsi clinici individuali

Per affrontare difficoltà personali, blocchi emotivi o momenti di transizione.

2. Supervisione e formazione professionale

Per psicologi e professionisti che desiderano approfondire il proprio modo di lavorare nella relazione d’aiuto.



STRUMENTI E APPROFONDIMENTI CLINICI

Accanto all’attività clinica e formativa, ho sviluppato nel tempo alcuni strumenti di riflessione che nascono direttamente dall’esperienza nel lavoro con le persone.

Tra questi, un ruolo particolare ha il libro:

“Ama senza perderti - Corpo, desiderio e intimità: guida clinica per riconoscere le relazioni che fanno male"

Il testo nasce dall’osservazione clinica di dinamiche relazionali ricorrenti, in particolare nei legami affettivi in cui la persona rischia di confondere l’amore con la perdita di sé.

Non si tratta di un manuale teorico, ma di una riflessione clinico-esperienziale sui processi attraverso cui le relazioni possono diventare luoghi di crescita oppure di disorganizzazione del proprio equilibrio interno.

Il libro rappresenta un’estensione del lavoro che svolgo in studio, in cui temi come identità, dipendenza affettiva, confini relazionali e consapevolezza di sé emergono frequentemente nel percorso terapeutico.

Il libro è disponibile su Amazon: https://amzn.eu/d/0ihGdDAJ


Ogni percorso è diverso.

Non esiste una direzione unica valida per tutti.

Il mio lavoro consiste nell’offrire uno spazio in cui sia possibile osservare con maggiore chiarezza ciò che accade dentro e tra le persone, sia in ambito clinico che professionale.

Da lì, ogni trasformazione diventa un processo possibile.

Non sarà un viaggio facile, ma sarà autentico e trasformativo.



      


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